| 25-06-2010 08:45
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Da: "Il Tirreno" di Roberta Bogi Paganini
Un pennarello per dare colore ad un vile gesto di omofobia. Così i volontari dell’Arcigay insieme ai cittadini e alle istituzioni hanno deciso di combattere a colpi di parole la scritta trovata sulla porta della sede di via Parini. Scritta sulla quale indaga la digos. «Voglio essere libero di essere me stesso», «vivi e lascia vivere» e ancora «pace e amore non fanno distinzioni». Sono queste alcune delle parole, accompagnate da simboli di pace e amore, che in tanti mercoledì sera, hanno deciso di scrivere con pennarelli colorati. «All’idiozia di qualcuno - dice Davide Buzzetti, socio dell’Arcigay e membro del direttivo - molte persone hanno risposto con amore invece che con l’odio». Per questo motivo, gli oltre cento manifestanti che l’altra sera si sono riuniti davanti alla sede dell’Arcigay, hanno deciso di coprire con colori e amore una scritta carica di rabbia: «ama e ridi se amor risponde - si legge in giallo sulla sinistra della porta - piangi forte se non ti sente, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori». Sono le parole di Fabrizio De André. «Con quel gesto - va avanti Buzzetti - non sono stati attaccati solo i gay, per questo dobbiamo protestare e farci sentire per esprimere indignazione a quanto successo, in modo che non avvenga più». «Quello che abbiamo ricevuto - conclude Buzzetti - è un abbraccio forte da parte di tutta la cittadinanza, dove, oltre alla partecipazione, non sono mancati i tanti messaggi e email che ci sono arrivati dopo la notizia della scritta, quello che ci rende più perplessi, invece, è la mancanza di alcune istituzioni, da esponenti di centro destra a centro sinistra, passando per il sindaco Bonifazi». Da parte sua, però, il primo cittadino, non essendo presente in quanto era impegnato a Roma per manifestare contro i tagli della finanziaria, ha dato tutto il suo appoggio all’associazione dichiarando che quanto successo è stato un atto indegno che offende tutti. «Sento il dovere - ha commentato Bonifazi - di condannare con forza il comportamento di persone che considero estranee alla cultura e alla tradizione democratica di questa città». La solidarietà dell’amministrazione comunale è arrivata. Insieme a quella della Provincia. «L’inciviltà dei comportamenti omofobi merita la più dura delle istituzioni e dei cittadini - dice Leonardo Marras - Ai membri del circolo grossetano va pertanto la sincera solidarietà della Provincia di Grosseto». Ultimo aggiornamento: 25-06-2010 08:57
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